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Recensione di 1984 di George Orwell

Recensione a cura di Andrea Caccese

Titolo: 1984
Autore: George Orwell
Genere: fantascienza / distopia
Anno di pubblicazione: 1949

 

Introduzione

1984 è probabilmente uno dei romanzi "cult" più iconici di tutti i tempi. Tra i lavori più significativi e popolari di George Orwell (vedi Aforismi di George Orwell), questo libro, pubblicato nel 1949, rimane ancora attuale nelle sue tematiche, capaci di dare una scossa a intere generazioni. Orwell offre la sua visione di un futuro distopico, in cui la classe dominante, controllata dalla figura del "Big Brother" (Grande Fratello) ha egemonia totalitaria sulla popolazione di un’Inghilterra in stato di guerra perpetua, tramite tecniche di controllo mentale sulla popolazione, spionaggio sui cittadini tramite microfoni e telecamere nascoste, revisionismo storico e altre limitazioni.

 

Citazioni a cura di Daniele

 

Trama

Il protagonista, Winston Smith, lavora egli stesso per il sistema, in qualità di responsabile per la propaganda e il revisionismo storico. Pur svolgendo il lavoro in modo efficiente e scrupoloso, Winston non nutre alcuna simpatia per il sistema, e sogna spesso di ribellarsi alle autorità. In questo contesto, anche questo tipo di pensieri sono considerati crimini (thoughcrimes). Un giorno, Winston riceve un messaggio da una donna di nome Julia, con la scritta “Ti amo”. A dispetto delle apparenze puritane, anche Julia odia il sistema, e i due intraprendono una relazione segreta (e illegale) che viene però scoperta dalle autorità, la “thought police”.

In seguito all’arresto, Winston viene sottoposto ad un processo di riabilitazione, che comporta pesante stress fisico e mentale, nel tentativo di re-instaurare fedeltà nei principi del regime. Anche Julia viene sottoposta a un processo di "riabilitazione" simile. I due finiscono per soccombere alle torture, tradendosi l’un l’altro e finendo per diventare interamente succubi del sistema che una volta tanto disprezzavano.

 

Analisi

1984 non è solo un romanzo di fantascienza distopica, ma vuole essere una pungente satira sul contesto sociale, politico e culturale del tempo, in un modo simile al lavoro di Aldous Huxley ne “Il Mondo Nuovo”,  nonché al suo stesso “La fattoria degli animali”, altra opera essenziale della fantascienza distopica.

Tra tutti i sottogeneri della fantascienza, il filone distopico è forse quello che ha più legami con tematiche di interesse socio-politico e culturale. “Distopia” è l’esatto contrario di “Utopia”. Le due parole derivano dal greco “topos” che significa “luogo”. –dis è un prefisso negativo, mentre –eu è positivo. Una distopia vuole infatti rappresentare una visione negativa di un ipotetico futuro, proprio come nel caso di 1984. 

Il filone della fantascienza distopica è usato assai spesso per esplorare tematiche e critiche sociali, che in qualche modo vengono rese più “pure” e intellettualizzate agli estremi, una volta estrapolate dal contesto, dal momento storico in cui gli autori stessi vivevano quando le opere sono state scritte. 1984 è forse l’esempio più significativo di questa attitudine: il romanzo vuole essere un attacco alla visione dei regimi totalitari e alla loro pretesa di imporre una visione della realtà agli individui delineata da dogmi ideologici ben determinati da un’ elite dominante.

In particolare, il romanzo esplora la caratteristica dei regimi totalitari di avere la pretesa di agire negli interessi del benessere e della libertà della popolazione, e della giustizia sociale, quando in realtà ricorrono a mezzi di controllo e limitazione della libertà, proprio per raggiungere un risultato che si traduce più in una richiesta di obbedienza verso il regime che in una condizione di maggiore giustizia sociale.

Questo romanzo continua ad avere un profondo impatto culturale, anche a distanza di decenni dalla pubblicazione originale. Molte delle figure e dei personaggi di 1984, in particolare “Il Grande Fratello” (Big Brother) sono diventati delle vere e proprie icone culturali, e simboli per eccellenza della satira politica e dell’impatto che un’opera letteraria può imprimere anche a lungo termine.

 

Galleria immagini:

Copertina di 1984

Copertina di 1984

1984

1984 Vignetta di Segolas

Copertina di 1984

 

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