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Aforismi e citazioni di Walter Benjamin

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Aforismi e citazioni di Walter Benjamin

 

È più arduo onorare la memoria dei senzanome che non delle grandi personalità. La costruzione storica è devota a dar memoria ai senzanome.

L’uccisione di un criminale può essere morale, ma non la sua legittimazione.

Non colui che ignora l’alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l’analfabeta del futuro.

L’allegoria barocca vede il cadavere solo dall’esterno. Baudelaire lo vede anche dall’interno.

Quanto più lento sarai nel decidere di mettere per iscritto un’intuizione, tanto più matura essa ti si consegnerà.

La moda non è altro che l’eterno ritorno del nuovo.

Il passato reca con sé un indice segreto che lo rinvia alla redenzione. Non sfiora forse anche noi un soffio dell’aria che spirava attorno a quelli prima di noi? Non c’è, nelle voci cui prestiamo ascolto, un’eco di voci ora mute? Se è così, allora esiste un appuntamento misterioso tra le generazioni che sono state e la nostra. Allora noi siamo stati attesi sulla terra. Allora a noi, come ad ogni generazione che fu prima di noi, è stata consegnata una ’debole forza messianica, a cui il passato ha diritto.

Purtroppo un pessimo scrittore sarà anche un pessimo autocritico, per quanto rumini i propri pensieri.

Solo per chi è senza speranza c’è data la speranza.

Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo domina.

Chi intende procedere alla stesura di un’opera di vasto respiro si dia buon tempo e, al termine della fatica giornaliera, si conceda tutto ciò che non ne pregiudica la continuazione.

Non lasciarti sfuggire alcun pensiero e tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri.

La tecnologia non è la conoscenza profonda della natura ma la relazione fra la natura e l’uomo.

Evita strumenti di lavoro qualsiasi. Una pedante fedeltà a certi tipi di carta, a penne e inchiostri ti sarà utile. Non lusso, ma dovizia di codesti arnesi è indispensabile.

Creazione di diritto è creazione di potere.

Occupa una stasi dell’ispirazione con l’ordinata ricopiatura del già scritto. L’intuizione ne sarà risvegliata.

Ogni gesto è un evento, si potrebbe quasi dire: un dramma in sé.

Non considerare mai perfetta un’opera che non t’abbia tenuto una volta a tavolino dalla sera fino a giorno fatto.

La presa ferma, apparentemente brutale, fa parte dell’immagine della salvezza.

Gradi della composizione: pensiero, stile, scrittura. Il senso della bella copia è che in questa fase l’attenzione va ormai soltanto alla calligrafia.

Parla di quanto hai già scritto, se vuoi, ma non farne lettura finché il lavoro è in corso. Ogni soddisfazione che in tal modo ti procurerai rallenterà il tuo ritmo. Seguendo questa regola, il desiderio crescente di comunicare diverrà alla fine uno stimolo al compimento.

Una persona la conosce solo colui che l’ama senza speranza.

La noia è l’uccello del sogno che cova l’uovo dell’esperienza. Un fruscio tra le foglie lo scaccia via.

Rendi la tua penna sdegnosa verso l’ispirazione ed essa l’attirerà a sé con la forza del magnete.

Il pensiero uccide l’ispirazione, lo stile vincola il pensiero, la scrittura ripaga lo stile.

L’idea che la felicità potesse aver parte nella bellezza sarebbe troppo di una cosa buona.

È un imperativo dell’onore letterario interrompersi solo quando c’è da rispettare una scadenza (un pasto, un appuntamento) o quando l’opera è terminata.

Non smettere mai di scrivere perché non ti viene più in mente nulla.

Lo scambio di idee e opinioni costruito nella fabbrica della vita concreta è di per sé consiglio.

L’opera è la maschera mortuaria dell’idea.

Chi osserva l’etichetta ma obietta al mentire è come uno che si veste alla moda ma che non indossa la camicia.

Una mezza quiete accompagnata da rumori banali è degradante. Invece l’accompagnamento di uno studio pianistico o di uno strepito di voci può rivelarsi non meno significativo del silenzio tangibile della notte. Se questo affina l’orecchio interiore, quello diventa il banco di prova di una dizione la cui pienezza soffoca in sé persino i rumori discordanti.

Uno dei compiti principali dell’arte è sempre stato quello di creare esigenze che al momento non è in grado di soddisfare.

Le opinioni sono affari privati. Quelle pubbliche hanno interesse solo a giudicare.

Essere felici vuol dire essere capaci di diventare autoconsapevoli senza paura.

La conclusione dell’opera non scriverla nel solito ambiente di lavoro. Non ne troveresti il coraggio.

L’arte della critica in poche parole: elaborare slogan senza tradire le idee.

 

un autore a caso