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Aforismi e citazioni di Voltaire

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Aforismi e citazioni di Voltaire

 

L'amcizia è il matrimonio dell'anima.

Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinchè tu possa dirlo.

Per la maggior parte delle persone, correggersi vuol dire cambiare i difetti.

Se abbiamo bisogno di leggende, che queste leggende abbiano almeno l'emblema della verità! Mi piacciono le favole dei filosofi, rido di quelle dei bambini, odio quelle degli impostori.

Ai vivi si deve del rispetto: ai morti non si deve altro che la verità.

Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee.

La necessità di parlare, l'imbarazzo di non aver nulla da dire e la brama di mostrarsi persone di spirito sono tre cose capaci di rendere ridicolo anche l'uomo più grande.

È meglio correre il rischio di salvare un colpevole piuttosto che condannare un innocente.

L'amore è un canovaccio fornito dalla natura e ricamato dall'immaginazione.

Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono.

La bellezza è gradita agli occhi, ma la dolcezza affascina l’animo.

Gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perchè non ne possono cavar nulla.

Sembra di esser meno disgraziati, quando non si è soli a soffrire.

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.

Il successo è sempre figlio dell'audacia.

Non sono d'accordo con le tue opinioni, ma difenderò sempre il tuo diritto ad esprimerle.

Io posseggo una dignità e una potenza, che l'ignoranza e la credulità mi hanno procurata, io cammino sulle teste degli uomini prosternati ai miei piedi; se essi si rialzano e mi guardano in faccia io sono perduto. Bisogna dunque che io li tenga curvi a terra con catene di ferro.

E io ho sempre sentito dire che la religione romana è perduta, se gli uomini si mettono a pensare.

Spesso la disperazione ha vinto le battaglie.

Quando colui che ascolta non capisce colui che parla, e colui che parla non sa cosa stia dicendo: questa è filosofia.

Il divorzio risale probabilmente alla stessa epoca del matrimonio. Ritengo, comunque, che il matrimonio sia piu antico di qualche settimana.

Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.

E chi perdona al delitto ne diventa complice.

Gli uomini sono eguali; non la nascita, ma la virtù fa la differenza.

La grandi cose sono spesso più facili di quanto si pensi.

La carestia, la peste e la guerra sono i tre più famosi ingredienti di questo basso mondo. Ma la guerra, che riunisce tutti questi doni, ci viene dall'inventiva di tre o quattrocento persone sparse sulla superficie del globo sotto il nome di principi o di governanti.

Che cosa deve un cane a un cane, e un cavallo a un cavallo? Niente, nessun animale dipende dal suo simile... La miseria connessa alla nostra specie subordina un uomo a un altro uomo; la vera sciagura non è l'ineguaglianza, è la dipendenza.

La nostra miserabile specie è fatta in modo tale che quelli che camminano sulle vie battute gettano sempre pietre contro quelli che insegnano vie nuove.

Gli sciocchi ammirano ogni parola d'un autore famoso, io leggo per me solo, e mi piace soltanto quello che fa per me.

Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i paesi del globo riuniti assieme, non eguaglieranno mai i peccati che provoca una sola campagna di guerra.

Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie.

Chi sei? Da dove vieni? Che fai? Che diverrai? Sono domande che si devono porre a tutte le creature dell'universo, a cui però nessuna risponde.

Se la prima regola dell'amicizia è quella di coltivarla, la seconda è quella di essere indulgente quando la prima viene infranta.

Viviamo in società. Per noi dunque niente è davvero buono se non è buono per la società.

Chi dice un segreto degli altri è un traditore, chi dice il proprio è uno sciocco.

Un vecchio amore è come un granello di sabbia in un occhio, che ci tormenta sempre.

Non si è perduto niente quando ci resta l'onore.

Questo è l'amore! L'amore, il conforto dell'uman genere, il conservatore dell'universo, l'anima di tutti gli esseri sensibili, il tenero amore!

L'amore non è cieco. Cieco è l'amor proprio.

Ho voluto uccidermi cento volte; ma amavo ancora la vita.
Questa debolezza ridicola è forse, delle nostre inclinazioni la più funesta.
Perché vi è nulla di più ridicolo che di voler portar continuamente un fardello, che si vorrebbe ad ogni momento buttar giù? Di aver in aborrimento la propria esistenza, e di non poter distaccarsene? D'accarezzar finalmente il serpe che ci divora, finché non ci abbia mangiato il cuore?

Pigliatevi un gusto; impegnate i passeggeri a contarvi ognun la sua istoria, e se uno solo se ne trova che non abbia sovente maledetto il punto in cui nacque, e che non abbia sovente detto a sé medesimo d'essere il più infelice che viva, gettatemi a capo all'ingiù nel mare, ch'io mi contento.

Di tutto ci stanchiamo nella vita: le ricchezze affaticano quei che le possiede; l'ambizione soddisfatta non lascia che rimorsi; le dolcezze dell'amore, a lung'andare, non son più dolcezze...

Il più felice mortale ha sparso delle lacrime. Dal miscuglio dei piaceri e delle pene risulta quel che si chiama vita, cioè un tratto di tempo determinato, sempre troppo lungo agli occhi del saggio, che deve impiegarsi a fare il bene della società, nella quale ei si trova per godere le opere dell'Onnipotente, senza ricercarne follemente le cagioni.

È molto singolare che tutta la natura, tutti i pianeti, debbano obbedire a leggi eterne e che possa esserci un piccolo animale, alto cinque piedi, che a dispetto di queste leggi possa agire a suo piacimento, seguendo solo il suo capriccio.

"Che cos'è quest'ottimismo?" dice Cacambo. "Ah - risponde Candido - è la maniera di sostenere che tutto va bene quando si sta male".

"Ma a qual fine questo mondo è stato dunque formato?" ripiglia Candido. "Per farci arrabbiare" risponde Martino. "Credete voi - dice Candido - che gli uomini si siano sempre, vicendevolmente straziati, come lo fanno al presente? Ch'essi siano sempre stati bugiardi, furbi, perfidi, ingrati, assassini, pieni di debolezze, ladri, vili, invidiosi, ingordi, ubriaconi, avari, ambiziosi, sanguinari, calunniatori, discoli, fanatici, ipocriti e pazzi?".
"Credete voi - dice Martino - che gli sparvieri abbiano sempre mangiato degli uccelli quando ne han trovati?".
"Sì, senza dubbio" dice Candido. "Ebbene - soggiunge Martino - se gli sparvieri han sempre avuto il medesimo carattere, perché volete voi che gli uomini abbiano cambiato il loro?"

"Oh, ecco un Cicerone - dice Candido - io credo che vostr'eccellenza non lascerà punto di leggere cotesto grand'uomo". "Io non lo leggo mai - risponde il Veneziano - che m'importa ch'egli abbia difeso la causa di Rabirio o di Cluenzio? Ne ho d'avanzo dè processi da giudicare; mi sarei adattato a leggere le sue opere filosofiche, ma quando mi son accorto che ei dubitava di tutto, ho concluso che io ne sapeva quanto lui, e che non avevo bisogno d'alcuno per essere ignorante".

Io non ho mai veduto città che non desideri la rovina della città vicina: niuna famiglia che non voglia sterminare qualche altra famiglia. Per tutto i deboli hanno in esecrazione i potenti, innanzi ai quali s'avviliscono, e i potenti trattano quelli come le pecore, di cui si vende la lana e la carne. Un milione d'assassini arruolati, corre da una parte all'altra dell'Europa, esercitando l'omicidio e la ruberia con disciplina, per guadagnare il pane, perché non hanno più onesto mestiere; e nelle città che sembrano goder la pace, e dove fioriscono l'arti, gli uomini son divorati da più gare, più pensieri, e più inquietudini, che una città assediata non prova fiamme; le tristezze secrete sono ancor più crudeli che le miserie pubbliche.

"Voi dunque converrete meco, che quello è il più felice di tutti gli uomini, perché è al di sopra di tutto ciò che possiede". "E non vedete voi - rispose Martino - che di tutto ciò che possiede egli è disgustato? Platone disse, molto tempo fa, che i migliori stomaci non son quelli che rigettano tutti gli alimenti".
"Ma - disse Candido - non è un piacere a criticar tutto? A trovar dè difetti, dove gli altri uomini credon vedere delle bellezze?"

Fuggi, mio caro bene; tutto è scoperto. Un'inclinazione innocente che la natura autorizza, e che non ferisce in niente la società, è un delitto agli occhi degli uomini creduli e crudeli. [...] Fuggi, o troppo caro amante! Poni in sicurezza quei giorni che non puoi più passare presso me. Ecco il fine di quei tempi felici, in cui la nostra reciproca tenerezza...
Ah misera Zenoide, che hai tu fatto al cielo, per meritare un trattamento sì rigoroso? Io mi perdo: ricordati sempre della tua cara Zenoide. Caro bene, tu vivrai eternamente nel mio cuore: no, tu non hai compreso mai quanto io t'amassi... Possa tu ricevere, sulle mie labbra ardenti, il mio ultimo addio, e l'ultimo mio sospiro! Io mi sento vicina a raggiungere il padre infelice: la luce del giorno ora mi è in orrore; essa non illumina che misfatti.

L'Ottimismo è la frenesia di sostenere che tutto va bene quando tutto va male.

Ama la verità ma perdona l'errore.

Uccidere è proibito, quindi tutti gli assassini vengono puniti, a meno che non uccidano su larga scala e al suono delle trombe.

I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d'occhio, ma l'amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l'incantesimo dell'anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte. Ti amerò fino alla morte.

L'uomo è quello che da sé stesso si è forse precipitato nell'abisso delle miserie ove egli geme. I selvaggi che noi vedemmo non vivono male fra loro, ed i selvaggi che vivono sparsi ad uno ad uno nei boschi, e non campano che di ghiande e d'erbe, son certamente più felici ancora. Dalla società son nati i più gravi delitti. Vi sono uomini nella società che son costretti, per ragion di stato, a desiderare la morte degli uomini. Il naufragio d'un vascello, l'incendio d'una casa, la perdita d'una battaglia, inducono alla mestizia una parte della società, e spargono la gioia in un'altra. Tutto va molto male, mio caro Cacambo, e non v'è per il saggio altro partito da prendere che di tagliarsi la gola più delicatamente che sia possibile...

Il pubblico è una bestia feroce: bisogna incatenarlo oppure fuggire.

Bisogna aver rinunciato al buon senso per non convenire che non conosciamo nulla se non attraverso l'esperienza.

L'Amore è di tutte le passioni la più forte perché attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo.

Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.

Bisogna essere dei grandi ignoranti per rispondere a tutto quanto ci viene richiesto.

Non è l'amore che bisognava dipingere cieco, ma I'amor proprio.

Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.

L'amicizia è il balsamo della vita.

Io rispetto molto la stupidità umana. È la sola cosa che mi da un'idea dell'eternità.

Un proverbio saggio non prova niente.

L'arte della medicina consiste nel divertire il paziente mentre la natura cura la malattia.

Il senso comune non è così comune.

Odio le donne perché sanno sempre dove sono le cose.

La religione esiste da quando il primo ipocrita ha incontrato il primo imbecille.

Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo.

Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.

La più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore.

Ogni volta che un evento importante, una rivoluzione o una calamità volge a profitto della Chiesa, è sempre identificata con la Mano di Dio.

L'uomo cerca la felicità come un ubriaco cerca casa sua: non riesce a trovarla ma sa che esiste.

Una patria è un composto di più famiglie; e come di solito si sostiene la propria famiglia per amor proprio, quando non si abbia un interesse contrario, così per lo stesso amor proprio si sostiene la propria città o il proprio villaggio che si chiama patria. Più questa patria ingrandisce e meno la si ama, poiché l'amore suddiviso si indebolisce. È impossibile amare teneramente una famiglia troppo numerosa che si conosce appena.

Ogni setta, di qualunque genere sia, è uno schieramento del dubbio e dell'errore.

Gli uomini discutono, la natura agisce.

Di tutte le religioni, quella cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini.

Vi scrivo una lunga lettera perché non ho tempo di scriverne una breve.

Non c'è nessun paese della terra in cui l'amore non abbia reso gli amanti poeti.

Lo amavo come si ama per la prima volta, con idolatria, con passione.

Una lunga disputa, significa che entrambe le parti hanno torto.

L'orgoglio dei piccoli consiste nel parlare sempre di sé, quello dei grandi nel non parlarne mai.

Il tempo è un galantuomo, rimette a posto tutte le cose.

Amicizia è comunione delle anime.

I tiranni hanno sempre una qualche sfumatura di virtù; supportano le leggi, prima di distruggerle.

Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo.

I soldati si mettono in ginocchio quando sparano, forse per chiedere perdono dell'assassinio.

Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.

C'è chi in seconda fila brilla e in prima s'eclissa.

un autore a caso