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Aforismi e citazioni di Pierpaolo Pasolini

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Aforismi e citazioni di Pierpaolo Pasolini

 

Bisogna essere molto forti per amare la solitudine.

Una religione cattiva è sempre una religione.

Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Perché la cultura, in senso specifico o, meglio, classista, è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di possesso.

Quando dicevo che il Movimento Studentesco non può fare la guerra, volevo dire che la guerra la fanno gli eserciti, e che gli eserciti sono delle istituzioni.

I beni superflui rendono superflua la vita.

In Italia tutto è a mezzo.

Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.

La passione non ottiene mai il perdono.

Chi non ha pretese non ha neanche dispiaceri.

Bandiera Rossa, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.

Nel quartiere borghese c’è la pace di cui ognuno dentro si contenta, anche vilmente, e di cui vorrebbe piena di ogni sera l’esistenza.

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti.

Per essere poeti, bisogna avere molto tempo.

Finché i veri napoletani ci saranno, ci saranno, quando non ci saranno più, saranno altri. I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all’ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili ed incorruttibili.

Non si può dubitare di un’ideologia appena scelta.

Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della qualità di vita del consumatore.

Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la "cultura" con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l’ideologia con la nostra ideologia. Questo significa che non usiamo la parola "cultura" nel senso scientifico e che esprimiamo, con questo, un certo insopprimibile razzismo verso coloro che vivono, appunto, un’altra cultura.

Solo nella tradizione è il mio amore.

Il moralista dice di no agli altri, l’uomo morale solo a se stesso.

La serietà! Dio mio la serietà! Ma la serietà è la qualità di coloro che non ne hanno altre: è uno dei canoni di condotta, anzi, il primo canone, della piccola borghesia! Come ci si può vantare della propria serietà? Seri bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo! Seri si è o non si è: quando la serietà viene enunciata diventa ricatto e terrorismo!

La società preconsumistica aveva bisogno di uomini forti, e dunque casti. La società consumistica ha invece bisogno di uomini deboli, e perciò lussuriosi. Al mito della donna chiusa e separata, il cui obbligo alla castità implicava la castità dell’uomo, si è sostituito il mito della donna parte e vicina, sempre a disposizione. Al trionfo dell’amicizia tra maschi e dell’erezione, si è sostituito il trionfo della coppia e dell’impotenza. I maschi giovani sono traumatizzati dall’obbligo che impone loro la permissività: cioè l’obbligo di far sempre e liberamente l’amore.

 

un autore a caso