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Aforismi e citazioni di Giovanni Verga

giovanni verga ritratto

Citazioni e aforismi di Giovanni Verga (1840-1922), scrittore e drammaturgo italiano.

 

Maritati e muli vogliono star soli.

Matrimoni e vescovadi dal cielo sono destinati.

Necessità abbassa nobiltà.

Nella stessa casa suocera e nuora insieme ci stanno proprio come due mule selvaggie alla stessa mangiatoia.

Ognuno all’arte sua, e il lupo alle pecore.

Per far da papa bisogna saper far da sagrestano.

Senza pilota barca non cammina.

Una mela fradicia guasta tutte le altre.

Uomo povero ha i giorni lunghi.

Forza di giovane e consiglio di vecchio.

Fra suocera e nuora ci si sta in malora.

I vicini devono fare come le tegole del tetto, a darsi l’acqua l’un l’altro.

Il buon pilota si conosce alle burrasche.

Il galantuomo come impoverisce diventa birbante.

Il matrimonio è come una trappola per topi; quelli che son dentro vorrebbero uscirne, e gli altri ci girano intorno per entrarvi.

La fame fa uscire il lupo dal bosco.

La forca è fatta pel disgraziato.

La gallina che cammina torna a casa con la pancia piena.

Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre col sentirgli dir sempre a quel modo aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo.

Chi comanda ha da dar conto.

Chi fa credenza senza pegno, perde l’amico, la roba e l’ingegno.

Chi ha carico di casa non può dormire quando vuole.

Chi non sa l’arte chiuda bottega, e chi non sa nuotare che si anneghi.

Chi piglia bellezze piglia corna.

Chi va col lupo allupa.

Ciascuno deve pensare alla sua barba prima di pensare a quella degli altri.

Contentati di quel che t’ha fatto tuo padre; se non altro non sarai un birbante.

Dove ci sono i cocci ci son feste.

Fa il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai.

Amare e disamare non sta a chi lo vuol fare.

Amore di soldato poco dura, a tocco di tamburo addio signora.

Ascolta i vecchi e non la sbagli.

Augura bene al tuo vicino, ché qualche cosa te ne viene.

Beato chi muore nel proprio letto.

Beato quell’uccello, che fa il nido al suo paesello.

Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo.

Cane affamato non teme bastone.

Carne di porco ed uomini di guerra durano poco.

Chi cade nell’acqua è forza che si bagni.

A buon cavallo non gli manca sella.

A donna alla finestra non far festa.

Acqua di cielo e sardelle alle reti!

Ad ogni uccello, suo nido è bello.

Aiutati che t’aiuto.

Al giorno d’oggi per conoscere un uomo bisogna mangiare sette salme di sale.

Al servo pazienza, al padrone prudenza.

Alla casa del povero ognuno ha ragione.

Allora la donna è fedele ad uno, quando il turco si fa cristiano.

Amare la vicina è un gran vantaggio, si vede spesso e non si fa viaggio.

un autore a caso