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Aforismi e citazioni di Dante Alighieri

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Aforismi e citazioni di Dante Alighieri

 

...l'avea già il mio viso nel suo fitto; ed el s'ergea col petto e con la fronte com'avesse l'inferno in gran dispitto..

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!

Anima: angelica farfalla.

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense!

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

Il perder tempo a chi più sà più spiace.

..E lascia dir le genti: è come torre ferma che non crolla!

Tre dame intorno al cuor mi son venute, e seggonsi di fore; che dentro siede Amore, lo quale è in signoria della mia vita.

"Amor che nella mente mi ragiona" cominciò egli a dir si dolcemente che la dolcezza ancor dentro mi suona.

È questa l'ora che volge al desio...

L'amore prende posto nell'animo nobile così come il calore ha sede nello stesso fuoco.

Il mal seme d'Adamo.

Ciascun confusamente un bene apprende
nel quale si queti l'animo, e desidera;
per che di giunger lui, ciascun contende. (Purgatorio XVII 127)

Per me si va nella città dolente, per me si va nell'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente.

Io mi rendei, piangendo, a quei che volentier perdona. Orribil furon li peccati miei, ma la bontà infinita ha sì gran braccia che prende ciò che si rivolge a lei.

La lingua maldicente è indizio di mente malvagia.

Come sa di sale lo pane altrui e come è duro calle lo scendere e il salir per l'altrui scale.

Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria.

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

Donne che avete intelletto d'amore.

Lo viso mostra lo color del cuore.

Sì che volendo far come coloro che per vergogna celan lor mancanza, di fuor mostro allegranza, e dentro da lo core struggo e ploro.

E ha natura sì malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo il pasto ha più fame che pria.

Maladetta sie tu, antica lupa, che più di tutte l'altre bestie hai preda per la tua fame senza fine cupa!

Quel ch'ella par quando un poco sorride, non si po' dicer né tenere a mente, sì è novo miracolo e gentile.

L'amor che move il sole e l'altre stelle.

Allegro mi sembrava amor tenendo meo core in mano, e ne le braccia avea madonna involta in un drappo dormendo.

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

Uomini siete, e non pecore matte.

Fama di lor il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragionam di lor, ma guarda e passa.

Per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore... fecemi la divina potestate la somma sapienza e il primo amore... dinanzi a me non fuor cose create se non etterne... e io etterno duro... lasciate ogni speranza voi ch'entrate.

Nel nostro mondo due stelle abbiamo, non li vediamo ma sentiamo bene il loro immenso potere.

Non che men saver, dubbiar m'aggrata.

E se non piangi, di che pianger suoli?

Poca favilla gran fiamma seconda.

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

[...] E di sùbito parve giorno a giorno
essere aggiunto, come quei che puote
avesse il ciel d'un altro sole addorno.

Sei l'amore che diviene il signore del mio animo.

L'amore è il moto dell'animo verso ciò che piace.

Non siate come penna ad ogne vento,
e non crediate ch'ogne acqua vi lavi.

[...] E 'n la sua volontade è nostra pace:
ell'è quel mare al qual tutto si move
ciò ch'ella cria o che natura face.

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.

A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle.

Ché volontà, se non vuol, non s'ammorza,
ma fa come natura face in foco,
se mille volte violenza il torza.

Per che, s'ella si piega assai o poco,
segue la forza...

Non dee l'uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore.

Che bell'onor s'acquista in far vendetta.

L'affetto lo intelletto lega.

Che bell'onor s'acquista in far vendetta.

Lume v'è dato a bene e a malizia.

Qual è quel cane ch'abbaiando agugna, e si racqueta poi che 'l pasto morde, chè solo a divorarlo intende e pugna, cotai si fecer quelle facce lorde dello demonio Cerbero, che 'ntrona l'anime sì, ch'esser vorrebber sorde.

Oh creature sciocche quanta ignoranza è quella che v'offende.

Niente dà più dolore che il ricordare i momenti felici nell'infelicità.

La gloria di colui che tutto move per l'universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove.

L'amore è più forte della vita e tanto vicino alla morte.

Non t'intrametter di cotal merda[g]lia,
Ché troppo i' 'l ti por[r]ia a gran fallore.

Aguzza qui, lettor, ben li occhi al vero,
ché 'l velo è ora ben tanto sottile,
certo che 'l trapassar dentro è leggero.

L'amor che move il sole e l'altre stelle.

Per lei assai di lieve si comprende
quanto in femmina foco d'amor dura,
se l'occhio o 'l tatto spesso non l'accende.

Per lor maledizione sì non si perde,
che non possa tornar, l'etterno amore,
mentre che la speranza ha fior del verde.

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

È chiaro quindi che la pace universale è la migliore tra le cose che concorrono alla nostra felicità.

Poi ch'innalzai un poco più le ciglia,
vidi 'l maestro di color che sanno
seder tra filosofica famiglia.
Tutti lo miran, tutti onor li fanno.

"Figliuol mio," disse 'l maestro cortese, | "quelli che muoion nell'ira di Dio | tutti convegno qui d'ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo.

Nulla addolora maggiormente che ripensare ai momenti felici quando si è nel dolore.

un autore a caso

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