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Aforismi e citazioni di Alexandre Dumas

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Aforismi e citazioni di Alexandre Dumas

 

La catena del matrimonio è così pesante che per portarla ci vogliono due persone e qualche volta tre.

Dio ha voluto che lo sguardo dell'uomo fosse la sola cosa che non può nascondere.

C'è sempre una donna di mezzo; appena mi raccontano un fatto, dico: "Cherchez la femme" (cercate la donna).

Le donne sono come gli aquiloni: più gli si da corda e meglio si tengono.

Negli affari non ci sono amici, soltanto soci.

Il malvagio dà tregua alla sua cattiveria, mentre l'imbecille non si ferma mai.

Si può resistere ad un'invasione da parte di un esercito ma non ad un'idea il cui momento è giunto.

Certe donne amano talmente il proprio marito che per non sciuparlo prendono quello delle loro amiche.

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Chi legge sa molto; ma chi osserva sa ancora di più.

Vi sono uomini dei quali la natura tira quante copie vuole, senza stancarsi mai.

Quando l'esistenza ha contratto un'abitudine come quella del mio amore, sembra impossibile che quell'abitudine s'interrompa senza inaridire, allo stesso tempo, tutte le altre energie vitali.

L'amore è la più egoista delle passioni.

Non vi è né felicità né infelicità a questo mondo, è soltanto il paragone di uno stato ad un altro, ecco tutto. Quegli solo che ha provato l'estremo dolore è atto a gustare la suprema felicità. Bisognava aver bramato la morte, Maximillien, per sapere quale bene è vivere. Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all'uomo l'avvenire, tutta l'umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare.

Un gentiluomo oggi si fa strada col coraggio, solo col proprio coraggio. Colui che trema per un secondo, si lascia scappare, forse per sempre, l'esca che in quel preciso momento la fortuna gli tendeva.

Quando nei miei lontani viaggi, allorché ero ancora un uomo, e quando quest'uomo libero e possente dava ad altri uomini dei comandi, che erano eseguiti, ho veduto il cielo coprirsi, il mare fremere e mormorare, l'uragano nascere da un punto del cielo, e come un'aquila gigantesca battere colle sue ali i due orizzonti, e allora io sentivo che il mio vascello non era che un rifugio impotente, poiché, leggero come una piuma nella mano del gigante, tremava e rabbrividiva.
Ben presto al rumore del vento fischiante, delle montagne d'acqua che si rovesciano sulla mia testa, il rumore spaventevole delle onde, l'aspetto degli scogli mi annunziavano la morte, e la morte mi spaventava, ed io facevo tutti gli sforzi per sfuggirla, e riunivo tutte le forze dell'uomo e tutta l'intelligenza del marinaio per lottare contro il cielo ed il mare!

Non c'è nulla di impossibile per un vero amore.

Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po' di attenzione, a distinguerla dal volto.

All'apparenza non bisogna credere.

Non ci sono folli speranze se non per gli sciocchi.

Dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita?

Athos era del parere che bisognava lasciare ad ognuno la sua libera scelta. Non dava mai consigli senza esserne richiesto e bisognava anche chiederglieli due volte. In generale -egli diceva- i consigli si chiedono soltanto per non seguirli, o, se si sono seguiti, per avere qualcuno a cui poter rimproverare d'averli dati.

Tutta la saggezza umana si può riassumere in due parole: aspetta e spera.

La speranza è il miglior medico che io conosca.

Niente riesce bene quanto il successo.

Il matrimonio è una catena così pesante che a portarla bisogna essere almeno in tre.

E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?

Affari? È abbastanza semplice: si tratta di soldi di altre persone.

Dio, nella sua previdenza, non ha dato la barba alle donne perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.

Mio padre era un creolo, suo padre un negro, e suo padre una scimmia; la mia famiglia, mi sembra, è cominciata dove la tua è finita.

Lasciateci guardare le donne.

Il legame del matrimonio è così pesante che si deve essere in due per portarlo, spesso in tre.

L'esistenza non è più che il compimento ripetuto di un desiderio continuo; l'anima non è che la vestale incaricata di alimentare il sacro fuoco dell'amore.

Certe donne amano talmente il proprio marito che per non sciuparlo prendono quello delle loro amiche.

Alla felicità manca sempre qualcosa. Adamo, in mezzo al paradiso terrestre, non si è sentito completamente felice e ha addentato quella dannata mela che ha dato a tutti un bisogno di curiosità per cui ognuno passa la vita alla ricerca di una qualsiasi cosa incognita.

Tutti per uno, uno per tutti.

"Come! Non è il signor d'Artagnan?" Esclamò il commissario.
"Nemmeno per sogno!" Rispose Bonacieux
"come si chiama questo signore?"
"Non posso dirvelo. Non lo conosco"
"Come! Non lo conoscete?"
"No"
"non l'avete mai visto?"
"Si che l'ho visto, ma non so come si chiami".
"Il vostro nome?" Chiese il commissario ad Athos.
"Athos" rispose il moschettiere.
"Ma non è il nome di un uomo questo, è il nome di una montagna!" Esclamò il povero funzionario che cominciava a perder la testa.
"È il mio nome" disse tranquillamente Athos.
"Voi siete il signor d'Artagnan".
"Io?"
"Si, voi"
"non è esatto. Hanno detto a me: Voi siete il signor d'Artagnan. Io ho risposto:" Credete? ". Le guardie hanno strillato che ne erano certe e io non ho voluto contrariarle. D'altronde avrei potuto ingannarmi".

Il tutto è nel poco: il bambino è piccolo e contiene l'uomo, il cervello è angusto e ricetta il pensiero, l'occhio non è che un punto eppure abbraccia gli spazi.

Il coraggio incute rispetto anche ai nemici.

Le mogli ci ispirano grandi cose, il guaio è che non ci permettono di conseguirle.

L'arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione. È un fiore di roccia che richiede il vento aspro e il terreno rude.

Mai. Mai, lo giuro dinanzi a Dio che ci vede e ci ascolta nella solennità di questa notte, mai la mia spada toccherà le vostre, mai il mio occhio avrà per voi uno sguardo d'ira, mai il mio cuore un palpito d'odio. Noi vivemmo insieme, insieme odiammo, insieme amammo; spargemmo e confondemmo insieme il nostro sangue, e forse, aggiungerei ancora, fra noi c'è un legame più potente di quello dell'amicizia: cioè il patto del delitto poiché tutti e quattro abbiamo condannato, giudicato, giustiziato una creatura umana che non avevamo probabilmente il diritto di togliere da questo mondo, per quanto, piuttosto che a questo mondo, sembrasse appartenere all'inferno. D'Artagnan, io vi ho sempre amato come un figlio; Porthos, per dieci anni dormimmo uno a fianco dell'altro, Aramis è vostro fratello come mio, giacché vi ha amati come io vi amo ancora, come vi amerò sempre. Che cosa può essere il Cardinale Mazzarino per noi, che sapemmo forzare la mano e il cuore di un uomo come Richelieu?
Che cos'è questo o quel principe per noi che consolidammo la corona sul capo a una regina?

Mio padre, signore, vedeva in quest'azione un miracolo. Mio padre credeva ad un benefattore uscito per noi dalla tomba. Oh qual commovente sentimento, signore, era questo... e mentre io stesso non ci credevo, ero ben lontano dal voler distruggere questa fede nel suo nobile cuore! Così quante volte ci pensava, pronunciando a bassa voce un nome, nome di un amico molto caro, il nome di una amico perduto! E quando fu vicino a morte, quando l'approssimarsi dell'eternità ebbe dato al suo spirito qualche cosa della chiaroveggenza della tomba, questo pensiero, che fino ad allora non era che un dubbio, divenne convinzione, e le ultime parole che pronunziò morendo furono queste: "Massimiliano, egli era Edmondo Dantes!"

V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina.

Un uomo solo c'era nel mondo che potesse trattenermi, e la fatalità mi mette d'avanti a quest'uomo!

Si crede con facilità ciò che si brama.

L'amore è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione.

"Andate" disse lentamente il conte "andate, amico caro... ma di grazia, se trovaste qualche ostacolo, ricordatevi che ho del potere in questa società e che sono felice d'impegnare questo potere a profitto delle persone che amo, io vi amo moltissimo, Morrel..."
"grazie" disse il giovane "me ne ricorderò come i bambini egoisti si ricordano dei genitori quando ne hanno bisogno. Quando avrò bisogno di voi, e forse questo momento verrà, verrò da voi, conte."

"Guardate come vi ho portato fortuna!" Disse Morrel quando fu slo con il conte. "Non ci avete pensato?"
"Si, certo" disse Montecristo "ed ecco perché vorrei sempre tenervi vicino a me".

"E quei quattro uomini erano uniti, voi dite?"
"Come se fossero stati uno solo, come se i quattro cuori avessero battuto in un solo petto... e perciò, che cosa non fecero quei quattro!"

Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede.

"Non ve ne andate, perché anche io ho da fare un giuramento. Giuro che darei fino all'ultima goccia del mio sangue, fino all'ultimo brano della mia carne, per conservare la stima per un uomo come voi Athos, e l'amicizia di un uomo come voi, Aramis".
E si gettò nelle braccia di Athos.
"Figlio mio!" Disse Athos stringendoselo al cuore.
"E io" disse Pothos "non giuro niente, ma soffoco, perdio! Se dovessi battermi con voi, credo che mi lascerei infilare da parte a parte, giacché al mondo non ho amato che voi."

In generale, si chiedono consigli solo per non seguirli o, se si seguono, è per avere qualcuno da rimproverare per averli dati.

Vedete, signor cardinale, non sarebbe stato un peccato separare persone che si amano come noi?

"E c'è al mondo un uomo che, potendo chiedere, non chieda?"
"C'è il conte De La Fère, signora; il conte De La Fère non è un uomo"
"e che cosa è?"
"Il conte De La Fère è un semidio"

Donna lo vuole, Dio lo vuole.

Più amici, più avvenire, più nulla! Le mie forze sono infrante, come il fascio della nostra passata amicizia. Oh! La vecchiaia arriva, fredda, inesorabile; avvolge nel suo velo funebre tutto ciò che riluceva, tutto quello che odorava al tempo della giovinezza; poi si carica sulle spalle il dolce fardello e lo porta con tutto il resto, in quell'abisso senza fondo che è la morte.

Non conosco nessuno che valga d'Artagnan!

Signore, lo sapete che ho viaggiato molto, che ho passato due anni lontano da lei. Qualunque abitudine si rompe in due anni, credo... Ebbene, al ritorno, io amavo, non di più, che sarebbe stato impossibile, ma come prima.

La devozione non è che una virtù, l'amore è una passione.

Dite "Io voglio", e tutta la mia vita è incatenata alla vostra, e tutto il mio cuore è vostro per sempre.

C'è, nel modo in cui si fa un elogio, nella voce del lodatore, nel suo accento affettuoso, un veleno così dolce che l'animo più forte ne rimane talvolta inebriato.

Oh! Se sapeste ciò che è veramente un cuore, vi spiegherei e vi convincerei; un cuore innamorato è più forte di tutta la vostra civetteria e di tutta la vostra fierezza. Una donna non è mai amata, io le credo e Dio m'ascolta; un uomo non ama mai con idolatria se non si sente amato. Laciate ai vecchi del teatro di credersi adorati dalle civette. L'uomo giovane se n'intende, non prende abbaglio; può avere er la civetta un desiderio, un'effervescenza, un rovello, vedete che vi faccio il campo libero e vasto; insomma, la civetta può farlo impazzire, ma non lo innamora. L'amore, care mie, come lo concepisco io, è un sacrificio incessante, assoluto, intero; ma non è il sacrificio di una sola delle due parti unite. È l'abnegazione completa delle due anime che vogliono fondersi in una sola.

L'occhio di una donna sa leggere tutto l'orgoglio o tutta la sofferenza sulla fisionomia dell'uomo amato: si direbbe che, in ragione della loro debolezza, Iddio abbia voluto dare alle donne più di quello che da alle altre creature.
Esse possono celare i loro sentimenti all'uomo; l'uomo non può celare alla donna i propri.

Una terra dove l'uomo incensa la donna per farla cadere stordita e poi la insulta quand'è caduta!

Gli uomini, che sono sciocchi in molte cose, lo sono soprattutto in questa: che confondono sotto la parola "civetteria" la fierezza d'una donna e la sua variabilità. Io sono fiera, vale a dire imprendibile; tratto male i pretendenti, ma senza alcuna pretesa sotterranea di trattenerli. Gli uomini dicono che sono civetta, perché hanno l'amor proprio di credere che li desidero.

L'amore assolve tutto, Raul.

Oh! Tu non mi hai mai amato, perché non mi hai mai guardato così!

Una madre perdona sempre, è venuta al mondo per questo.

La felicità della donna che si ama, quando questa felicità viene da un rivale, è una tortura per un geloso. Ma per un geloso com'era Raul, per questo cuore che per la prima volta si impregnava di fiele, la felicità di Luisa era una morte ignominiosa, la morte del corpo e dell'anima.

Ecco una donna la quale non si immagina che noi andiamo alla morte per lei!

"Credo, o almeno spero," fece Raul, cupamente, "che ciò che amo sia degno di me, ma se fosse vero che è un amore indegno, come voi tentate di farmi credere, signor Duca, me lo strapperò cuore, dovessi strapparmi con l'amore anche il cuore".

Bisogna volere quel che si vuole, a meno che non si possa quel che si vuole.

È che, infatti, quei quattro uomini, d'Artagnan, Athos, Porthos e Aramis, erano venerati da chiunque portasse la spada, come nell'antichità erano venerati i nomi di Ercole, di Teseo, di Castore e di Polluce.

E, dal giorno prima, egli si era preoccupato continuamente di questa ragazza al punto di non pensare che a lei, di non desiderare che lei; dal giorno prima, la sua immaginazione s'era divertita a vestire l'immagine di lei di tutte le grazie che le mancavano; lui, insomma, assediato da tanti affari, che tante donne desideravano, aveva consacrato, dal giorno prima, tutti gli istanti della sua vita, tutti i palpiti del suo cuore, a quest'unico sogno.

Oh! Non temete nulla, siete amato, siete amato, di Guiche. Sentite tutto il valore di queste parole? Esse significano che voi potete andare a testa alta, che potete dormir tranquillo, che potete ringraziare Iddio in ogni istante della vostra vita! Siete amato: questo significa che potete comprendere, sentire tutto: anche il consiglio di un amico che vuole conservarvi la vostra felicità. Siete amato, di Guiche, siete amato! Non dovrete passare quelle notti atroci, quelle notti senza fine che, con l'occhio arido e il cuore divorato, attraversano altre persone destinate a morire.

Se l'avete giudicato l'uomo più coraggioso, più accorto e più fine della Francia, l'avete giudicato bene.

Non sono più soltanto innamorato fino al delirio, Raul, sono geloso fino al furore.

Si ama sempre ciò che nuoce.

Si ma di prigione si esce, e quando si esce di prigione, e si porta il nome di Edmondo Dantès, uno si vendica.

Egli umiliava la sua innamorata, con l'aria di disprezzarla. Arso dal desiderio quando ella gli si avvicinava per tentarlo, aveva l'arte di sembrare di ghiaccio, convinto che, se avesse aperto le braccia, ella gli si sarebbe sfuggita ridendogli in faccia.

Sì è un uomo che amo e che ammiro: lo amo perché è buono, grande, leale; lo ammiro perché rappresenta per me il punto culminante della potenza umana; ma, pur amandolo e ammirandolo, lo temo e lo prevengo.

Un uomo che ama si tradisce.

Ciascun uomo ha la sua passione che lo rode internamente, nel fondo del cuore, come ciascun frutto ha il suo verme.

La cosa meno comune nella storia così complicata dell'amore è la duplice inoculazione dell'amore in due cuori: nessuna simultaneità come nessuna eguaglianza: l'uono ama quasi sempre prima dell'altro, l'uno finisce d'amare quasi sempre dopo l'altro.

Quando mio padre cospirava, non era per l'Imperatore, ma contro i Borboni, perché mio padre aveva in sé questo di terribile, che non combattè mai per le utopie non realizzabili, ma per le cose posibili, e applicò alla riuscita di queste le terribili teorie della Montagna, senza indietreggiare di fornte a qualunque ostacolo.

"Ancora una volta mi gettate nella disperazione, Morrell!" Disse Valentina "e ancora una volta ricacciate il pugnale nella ferita! Che fareste, dite, se vostra sorella ascoltasse un consiglio uguale a quello che mi date?"
"Signorina" rispose Morrell, con un amaro sorriso, "sono un egoista, e nella mia qualità di egoista, non penso a quello che farebbero gli altri nella mia posizione, ma a quel che conto di fare io, Penso che vi conosco da un anno, che ho riposto, dal giorno in cui vi conobbi, tutte le possibili felicità nel vostro amore, che venne un giorno in cui mi diceste che mi amavate, che da quel giorno fissai le sorti del mio avvenire sul vostro possesso, giacché il possedervi è per me la vita. Ora non penso più a niente: dico solo a me stesso che le cose sono cambiate, che credevo aver guadagnato la felicità, e l'ho invece perduta. Ciò accade sempre al giocatore che perde non solo quel che aveva, ma quello che non aveva."

Oh, Valentina, Valentina! Se fossi io voi! Se io mi sapessi amato, come voi siete sicura che vi amo, io già avrei passato la mano tra le sbarre di questo cancello, ed avei stretto quella del povero Massimiliano dicendogli: "a voi, a voi solo, Massimiliano, in questo mondo e nell'altro".

Stima te stesso e sarai stimato.

"Ti ricordi di tuo padre, Haydèe?"
"Egli è qui, e qui" disse lei, mettendo la mano sul cuore e sugli occhi.
"Ed io dove sono?" Domandò sorridendo Montecristo.
"Tu?" Disse lei. "Tu sei dappertutto"

Non lo so. Da dove viene in noi l'amore e l'odio?

"Oh, sì, io t'amo!" Disse. "Io t'amo come si ama il proprio padre, il proprio fratello, il proprio marito! Io t'amo come si ama la vita, perché tu sei per me il più bello, il migliore, il più grande degli esseri creati!"

"Insensato!" Disse. "Mi dovevo svellere il cuore il giorno in cui decisi di vendicarmi!"

"Edmondo" disse "voi non ucciderete mio figlio!"
Il conte fece un passo indietro, gettò un debole grido, e lasciò cadere l'arma di mano.
"Che nome avete pronunciato, sgnora Morcef!..."
"Il vostro" gridò lei gettando il velo, "il vostro che, solo io forse, non ho dimenticato mai! Edmondo, non è la signora Morcef che viene da voi, è Mercedes!..."
"Mercedes è morta, signora" disse Montecristo "ed io non conosco più nessuno che porti questo nome."
" Mercedes vive, signore, e Mercedes vi ricorda, poiché lei sola vi ha riconosciuto quando vi vide, ed anche senza vedervi, alla sola voce, Edmondo, al solo accento della vostra voce...

La vostra anima è triste e vi fa vedere un cielo tempestoso.

"Mercedes!" Ripetè Montecristo "Mercedes! Ebbene sì, voi avete ragione, questo nome è dolce ancora da pronunciare, ed ecco la prima volta, dopo lunghi anni, che risuona chiaro sulle mia labbra. Ah, Mercedes! Il vostro nome io l'ho pronunciato coi sospiri della malinconia, coi gemiti del dolore, colla rabbia della disperazione; l'ho pronunciato gelido per il freddo, attrappito sulla paglia della mia cella; l'ho pronunciato divorato dal caldo, l'ho pronunciato rotolandomi sul pavimento del carcere. Mercedes, bisogna ch'io mi vendichi, perché ho sofferto per quattordici anni: per quattordici anni ho pianto, ho maledetto. Ora, io ve lo ripeto Mercedes, bisogna ch'io mi vendichi!"

Certe donne amano talmente il proprio marito che per non sciuparlo prendono quello delle loro amiche.

Conte, avete pagato questi cavalli una fortuna! Sono forse per questo meno belli?

"Perché" disse nella lingua sonora delle figlie di Sparta e d'Atene "perché mi fai chiedere il permesso di entrare da me? Non sei tu il mio padrone? Non sono io la tua schiava?" Montecristo sorrise a sua volta: "Haydèe" disse, "non sapete?..." "Perché non dai del tu come sempre?" Interruppe la giovane greca. "Ho dunque commesso qualche mancanza? In questo caso bisogna punirmi, ma non darmi del voi" "Haydèe" disse il conte, "tu sai che siamo in Francia, e che per conseguenza sei libera." "Libera di far che?" Domandò la giovane. "Libera di lasciarmi." "Lasciarti!... e perché lo farei?" "Che so io?... Vedremo gente..." "Non voglio vedere alcuno." "E se in mezzo ai bei giovani che incontrerai, qualcuno ti piacesse, io non sarò tanto ingiusto..." "Non vidi mai uomo più bello di te, e non amai che mio padre e te"

Un po' di vodka, figurativamente saresti tu! Mettiamoci dentro qualcosa di piccante, piccante come me, per esempio il tabasco (salsa piccante)! Però non dimentichiamoci il succo di pomodoro, mmm! È così dolce come le nostre vecchie giornate! Un po' di limone il quale potrebbe simbolizzare le persone che hanno tentato di dividerci! Un po' di pepe, le persone che sono apparse dopo la nostra rottura! Ed infine un mazzo di sedano, il nostro unico momento di passione, la cosa più bella che abbiamo fatto fin ora, anche se in modo sbagliato! Questi saremmo noi! Gli elementi di un amore sanguinoso!

Figliola mia, non abbiatevi a male di quello che dirò; pensate solo che certe volte la vita ha crudeli necessità, e bisogna sottomettervisi.

I legami del matrimonio sono così pesanti che bisogna essere in due per portarli, a volte in tre.

-Mi perdonate il mio cattivo umore di stasera? Mi chiese prendendomi la mano.
-Sono pronto a perdonarvene ben altri.
-e mi amate?
-Da impazzirne.
-a dispetto del mio cattivo carattere?
-a dispetto di tutto.

Era velata, è vero; ma due anni innanzi non avrei avuto bisogno di vederla in viso per riconoscerla, sotto ogni velo: sì, l'avrei indovinata. Pure ancora il cuore mi palpitò al sapere che era lei, e i due anni trascorsi senza vederla, come gli effetti che parevan nati da tanta separazione, sfumarono, svaniti insieme, al solo tocco della sua veste.

Non mi puoi trattenere! Non mi puoi trattenere perché non ti credo più! So cosa succederà tra di noi. Noi non ci lasceremmo mai però nel frattempo non potremmo mai stare insieme! Alla fine ucciderà l'uno l'altro... perché non ti credo! Ti amerò più di qualsiasi cosa, puoi dire quello che vuoi ma non mi puoi trattenere. Non posso trattenere il mio odio sapendo cosa mi hai fatto!

Non so se in vita vostra abbiate provato, o proverete mai, quello che provavo alla vista di Margherita. L'ultima volta che era venuta, sedeva là, allo stesso posto, ma da allora s'era preso un altro amante, e altri baci dai miei avevano premuto le sue labbra. Eppure alle sue labbra anelavano le mie, e sentivo d'amarla ancora ugualmente e forse di più di quanto l'avessi mai amata.

-Dunque voi mi curereste?
-Sì.
-Sareste tutti i giorni accanto a me?
-Sì.
-e anche tutte le notti?
-Sempre finché non v'annoiassi.
-Che nome date voi a ciò?
-Devozione.
-e donde viene questa devozione?
-Da un'attrazione irresistibile che sento per voi.
-Così, voi sareste innamorato di me? Ditelo subito, è molto più semplice.
-Può darsi, ma se dovessi dirvelo un giorno, non sarà oggi di certo.
-Meglio non dirmelo mai.

- Non ho mai conosciuto un uomo come voi.
- Nessuno vi ha mai amata come vi amo io.

Così ostinato la fissai, che il mio sguardo attirò il suo.

Il cuore mi batteva così forte da vietarmi di pensare.

Io nulla dicevo, ma l'anima mia tutta mi pareva trasfusa nel cuore, e il cuore negli occhi.

un autore a caso